Gli smartphone quasi sempre riescono a soddisfare le nostre esigenze: li usiamo per lavoro, leggere email, leggere blog, telefonare (ovviamente) e chattare, notizie in diretta, ascoltare le canzoni, vedere film in streaming.

Il limite più grande, però viene dalla batteria, che scarica più o meno velocemente in base all’uso.

Una caratteristica comune a tutti gli smartphone è quella della batteria integrata, sono pochissimi i modelli dove questa può essere rimossa facilmente. Le case produttrici fanno questo per puntare soprattutto al design.

Proprio la batteria è oggetto di discussione e la domanda comune è: “Quanto tempo dura?”

Questa è un’incognita alla quale è davvero difficile dare una risposta. Lo smartphone appena comprato ha una durata di batteria quasi sempre soddisfacente, riuscendo spesso a superare le 24 ore; ma dopo un po’ di tempo, ecco che difficilmente si supera l’ora di pranzo.

Le batterie sono composte da ioni di litio che perdono gradualmente la capacità di ricarica quando vengono alimentati.

Ecco qualche piccolo consiglio che può aiutarvi a mantenere efficiente la carica dello smartphone senza provocare effetti collaterali.

1. Il range di carica

La percentuale della batteria deve essere mantenuta tra il 20 e l’80% di carica. Sembra difficile da mantenere per diversi motivi: non ci sono molti smartphone che consentono di staccare la carica ad una percentuale personalizzata e non ci sono app che lo possano fare o spesso, essendo fuori casa, bisogna tenere la carica che si ha.

Le batterie al litio moderne soffrono nell’ultimo 20% di ricarica e allo stesso modo sotto il 20% in fase di utilizzo. Un piccolo aiuto fuori casa può venire dal Power Bank.

2. Temperatura di ricarica

Quando si utilizza lo smartphone in maniera prolungata (per gioco o per lavoro) o se, ad esempio, lo si lascia in macchina sotto il sole, questo tende a riscaldarsi. Bene, in questo caso, bisogna attendere che si raffreddi prima di metterlo sotto carica.

Attenzione! Ci sono alcune cover che non consentono al telefono di dissipare correttamente e favoriscono questo aumento della temperatura, in particolare quelle in gomma di scarsa manifattura.

3. Ricarica rapida (fast charge)

Più velocemente si ricarica la batteria e più velocemente si surriscalda, quindi meglio evitare! Se lo smartphone consente di abilitare la ricarica lenta, beh, fatelo senza troppi scrupoli.

Se avete l’abitudine di ricaricare lo smartphone di notte (cosa che sconsiglio assolutamente), allora è meglio utilizzare un caricatore da 5 Volt 1A, 4-5 ore di ricarica.

4. Alimentatore e cavi

Chi non ha mai provato a risparmiare su questi oggetti? Il mio consiglio è quello di utilizzare alimentatore e cavi originali o di buona qualità, diffidate dalle imitazioni, possono fare davvero male alla batteria.

5. Tenere lo smartphone collegato

Mi spiego meglio, bisogna evitare il così detto attacca/stacca del cavo dallo smartphone, perché altrimenti si allungano i cicli di ricarica che diminuiscono la vita della batteria. Un esempio? Telefono sotto carica a casa, si esce e si stacca, in macchina si riattacca, si stacca una volta arrivati.

Molto meglio utilizzare un Power Bank e mantenere costante la ricarica.

6. Ricarica Wireless

Utilizzate una base di ricarica wireless per lo smartphone? Buona dal punto di vista di velocità perché è lenta ma il consiglio è quello di far combaciare il sensore della base con la batteria del telefono perfettamente, basta qualche millimetro per far surriscaldare la batteria, pur restando sotto carica.

Fate diversi tentativi e trovate il punto migliore.

7. Ricaricare per la prima volta

Con i vecchi telefoni, la prima cosa da fare era quella di tenere il telefono sotto carica per circa 12-13 ore consecutive.

Adesso però non ha più senso. Di fatto, dopo aver acceso lo smartphone per la prima volta, noteremo come la batteria ha una carica che varia tra il 50 e l’80%, questo perché le case produttrici vendono il prodotto già carico. La batteria scarica si rovina facilmente.

Inoltre, tenere lo smartphone per 12 ore consecutive in fase di ricarica non ha senso, perché una volta raggiunto il 100%, questo non chiederà più energia e staccherà la corrente in ingresso e si riattiverà solo nel momento in cui la percentuale inizierà a scendere.

Consiglio: le prime volte è meglio far raggiungere la ricarica al 100% così il software del telefono si tara bene in base all’uso e alla durata della batteria.

Inoltre non bisogna far scaricare la batteria fino a fare spegnere lo smartphone, nemmeno per la prima volta dopo l’acquisto.

8. Risparmio batteria

Come accennato prima, utilizziamo lo smartphone per diversi scopi che tendono a far durare meno la batteria. Quindi bisogna monitorare meglio le app attive e il loro consumo.

È comune a tutti la funzione “Risparmio energetico”, questa aiuta a chiudere tutte le app in background che non servono. Pertanto, quando lo smartphone verrà lasciato in stand by, questo chiuderà tutte le applicazioni che non servono.

Ovviamente sarà possibile scegliere quali di queste dovranno rimanere attive, che continueranno a richiedere energia nonostante non si utilizzino.

9. Sostituzione batteria

E se dopo tutti questi consigli, dopo un anno la batteria ha comunque segni di cedimento? Se non è solo la scusa per cambiare lo smartphone, allora è assolutamente consigliato, ma non fatelo a casa! Molto meglio contattare l’assistenza della casa madre o un centro assistenza e farla sostituire in maniera corretta, così lo smartphone tornerà come nuovo.

Se siete degli smanettoni e sapete come smontare la scocca in autonomia, il mio consiglio è quello di acquistare solo prodotti originali e non di pessima qualità, meglio spendere qualche euro in più ma avere prodotti di qualità che non andranno a danneggiare il vostro smartphone.

Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui social e continua a seguire il Blog!!