La prima domanda che si pone chi inizia a fotografare è: “Come posso fare una bella foto?” Per poi proseguire con “Quale soggetto scelgo?” “Colore o bianco e nero?”

Ok iniziamo piano piano e dalla base. Un buon fotografo deve sapere che oltre a creatività e buon occhio, bisogna avere una conoscenza delle regole di base, così da essere in grado di poterle applicare o ignorare, indipendentemente dall’essere un professionista o un amatoriale.

La regola dei terzi è sicuramente la prima tecnica da imparare. La maggior parte delle reflex o delle mirrorless hanno la funzione griglia; una volta attivata questa dividerà il riquadro in 9 sezioni rettangolari, in modo da avere una chiara visione e non imbattersi in risultati finali imprevisti. L’utilizzo di questa regola in fase iniziale, consente al fotografo di migliorare la sua tecnica e di poter abbandonare la griglia in futuro, così da essere maggiormente consapevole della propria macchina.

Ciò premesso, dopo aver attivato la suddetta funzione griglia dovrà innanzitutto attenzionarsi il così detto fulcro, ovvero la parte centrale. Altrettanta importanza acquisteranno i punti forza, costituiti dai 4 angoli; quest’ultimi, così chiamati in quanto l’occhio vi concentra l’attenzione dopo aver visualizzato il centro, consentono di immettere il soggetto nella scena.

L’importanza dei sopracitati elementi può farsi risalire nel tempo, stante la conoscenza che già nell’antica Grecia si aveva della c.d. “zona aurea”, ovvero la parte centrale dell’immagine.

È in tale periodo storico, infatti, che la tecnica della sezione aurea, antenata dell’attuale regola dei terzi, veniva utilizzata attraverso lo sfruttamento del concetto di proporzione; in particolare, tale era da intendersi il risultato tra due grandezze non uguali, di cui la maggiore era il risultato medio tra la grandezza minore e la somma delle due. Questa proporzione ha un valore matematico di 1,618933… Il cosiddetto numero d’oro.

Da questa sezione nasce il Partenone, simbolo della perfezione greca. In seguito, gli antichi romani carpirono i segreti di questa proporzione utilizzandola anch’essi fino ad arrivare ai grandi maestri della pittura come Da Vinci e Botticelli.

Adesso, tanto premesso, proviamo a fare qualche esempio di foto applicando tale regola.

Basti pensare all’applicazione di tale teoria al ritratto: gli occhi corrisponderanno ai punti forza ma per dare un taglio nuovo, come in pubblicità, basterà scattare ponendo un taglio laterale che darà un tocco innovativo.

Stesso risultato si ottiene con un soggetto intero o quasi, rendendo vivace la foto ponendola sulle linee verticali. Ovviamente questo va applicato allo stile di foto che si sta producendo. La regola dei terzi aiuta sicuramente a dare maggiore profondità allo scatto finale. Lo si intuisce meglio provando a fotografare un paesaggio. In questo caso, hanno maggiore importanza le linee orizzontali, le quali si schierano con la retta dell’orizzonte.

Un’esempio classico è la foto a seguire:

In questo caso si usano le linee orizzontali “ritagliando” l’immagine in 2/3, dove la parte inferiore va ad identificare l’orizzonte. Se l’immagine ha un bel gioco di nuvole allora si può sfruttare la seconda linea dando la giusta enfasi alla foto.

Viceversa, si inverte la posizione dei 2/3 dell’immagine, riuscendo a dare una maggiore profondità alla foto, massimizzando l’attenzione sulla terra.

In conclusione, la regola dei terzi è una base di partenza per milioni di fotografi alla prime armi come uno strumento per i più esperti. Logicamente non si può applicare in ogni scatto, perchè lo stile di ogni artista incide notevolmente sulla resa finale e sul messaggio che si vuole mandare.

Un buon fotografo conosce le regole, sa come e quando applicarle e quando poterle ignorare per realizzare foto ancora più spettacolari.

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